domenica 27 settembre 2015

La 'pelle dell' invisibilità' fa sparire un oggetto in 3D: E' fatta di nanoantenne d'oro e respinge la luce.

Fonte: ANSA Scienze
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Per la prima volta un oggetto tridimensionale è letteralmente scomparso, avvolto da un mantello dell'invisibilità che segna l'evoluzione rispetto a quelli testati finora. E' una 'pelle hi-tech' che ha aderito perfettamente alla superficie dell'oggetto, sottilissima e fatta di un materiale che respinge la luce. Descritto nella rivista Science, il mantello è stato realizzato dal gruppo di ricerca coordinato da Xiang Zhang, dell'università della California a Berkeley, del Lawrence Berkeley National Laboratory e della università saudita King Abdulaziz.
 La 'pelle dell'invisibilità' è sottilissima, con uno spessore di appena 80 miliardesimi di metro (nanometri) che le permette di avvolgersi perfettamente attorno a un oggetto. E' formata da minuscole antenne d'oro poste una accanto all'altra che, respingendo la luce, rendono completamente invisibile un oggetto tridimensionale.  Per ora questo mantello di nuova generazione è piccolissimo ed ha nascosto un oggetto della dimensione di appena due cellule, ma è il primo materiale di questo tipo a funzionare nella luce visibile (anziché per esempio nelle microonde) ed i ricercatori puntano adesso ad aumentarne le dimensioni.
 Per uno dei pionieri in questo campo, Andrea Alu', dell'università del Texas, ad Austin, ''è un grande risultato''.  Tutti i tentativi fatti finora per ottenere un mantello dell'invisibilità hanno limitazioni sostanziali che li rendono poco maneggevoli, incapaci di avvolgere un oggetto come un vero mantello oppure funzionano solo a determinate lunghezze d'onda.  Alcuni sono fatti di campi magnetici, altri di lenti, altri di prismi che creano illusioni ottiche, altri di materiali speciali capaci di respingere la luce. Solo il gruppo di Alù finora era riuscito a realizzare un vero e proprio mantello sottile e flessibile in grado di nascondere gli oggetti alle microonde e che ha aperto la strada ad ulteriori sviluppi, come quello descritto oggi su Science.
Anche se sono appena all'inizio del loro sviluppo, questi materiali hanno già un futuro e si pensa a numerose applicazioni come ai display 3D ad altissima risoluzione e ad una nuova generazione di microscopi ottici più potenti di quelli attuali.
''I materiali convenzionali, per esempio, non riescono ad andare oltre un certo limite di ingrandimento'', ha osservato Vito Mocella, dell'Istituto microelettronica e microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. ''In teoria, i nuovi materiali dell'invisibilità - ha aggiunto - riescono invece a superare i limiti attuali imposti dalle leggi della fisica ai materiali convenzionali''.

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