lunedì 5 novembre 2012

Nanomattoni per i materiali del futuro, ottenuti da nano particelle assemblate con il Dna.

Fonte: ANSA.it
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Arrivano i ‘’nanomattoni’’ per i materiali del futuro: sono stati ottenuti trasformando nanoparticelle in veri e propri 'mattoncini' per costruzioni, tenuti uniti fa filamenti di Dna. Il risultato, al quale la rivista Nature dedica la copertina, si deve al gruppo dell’Università di New York coordinato da David Pine. Grazie a questa tecnica è possibile realizzare composti che non esistono in natura e con applicazioni in numerosi campi, dall'ottica alla biologia.

Utilizzando filamenti di Dna i ricercatori sono riusciti a far interagire tra loro nanoparticelle disperse in un liquido, orientandole e controllandone la direzione. In questo modo si è riusciti a controllare i meccanismi per legare piccole particelle come fossero atomi.

La distribuzione delle cariche elettriche permette agli atomi di avere dei ben definiti siti dove legarsi agli altri atomi, mentre nelle nanoparticelle, costituite da più atomi, questo processo avviene in maniera disordinata. Per superare il problema, i ricercatori statunitensi sono riusciti a creare sulle nanoparticelle delle piccole sporgenze 'adesive' grazie all'inserimento di filamenti di Dna. Determinando la combinazione di basi del filamento è infatti possibile far aderire perfettamente due tratti complementari di Dna, facendoli combaciare come i mattoncini per costruzioni.

Lo studio permette così di realizzare e manipolare precise composizioni di particelle in forme che non esistono in natura. In questo modo potrebbe essere possibile realizzare materiali con proprietà ancora sconosciute e con applicazioni in moltissimi campi. I movimenti di queste nanoparticelle risultano inoltre ben visibili al microscopio e possono quindi fornire molte informazioni su quanto avviene normalmente nell'invisibile scala atomica, osserva Chad Mirkin, della Northwestern University, commentando la ricerca nello stesso numero di Nature. La nuova tecnica, aggiunge, è lo strumento che potrebbe permettere un giorno di costruire molecole complesse con la stessa facilità con cui si assembla un semplice oggetto.

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